Il video propone la ripresa integrale del 2004 dello storico spettacolo creato da Moni Ovadia nel 1993. Oylem Goylem, che in lingua yiddish significa ‘mondo scemo’, rappresenta un vero e proprio viaggio nel cuore del mondo e della cultura ebraica. Attraverso un umorismo che cerca di essere una risposta disarmata e sublime alla brutalità, Moni Ovadia incarna qui un anziano ebreo di cultura aschenazita, Simcha Rabinowicz, ‘venditore d’ombre’, narratore di storie che coinvolgono personaggi del suo popolo, anche nei controversi rapporti con i ‘gentili’. Narrazione inframmezzata da una decina di canti in yiddish accompagnati dalla Moni Ovadia Stage Orchestra e da considerazioni su come la diaspora e la condizione dell’esilio abbiano forgiato l’identità ebraica. Un’opera basata sul ritmo, sull’alternanza continua di toni e di registri linguistici, dal canto alla musica. La Moni Ovadia Stage Orchestra si rifà alla tradizione della musica klezmer nell’incrocio di stili, dal canto dolente e monocorde che fa rivivere il clima di preghiera della sinagoga all’esplosiva festosità di canzoni e ballate composte per le occasioni liete. Come scrive lo stesso Ovadia: «Ho sempre pensato che la condizione dell’esilio oltre ad avere connotazioni di carattere socio-giuridico-esistenziali, dovesse essere riconosciuta per caratteri ‘organolettici’ e fra questi, di mio particolare interesse: il suono».