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Studio per voce, corpo e spazio

Gerarchia:

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Titolo originale:

Studio per voce, corpo e spazio

Data:

2023

Tipologia:

documento

Tipologia del documento:

registrazione video

Consistenza:

durata 8'

Contenuto:

Il film nasce dall’incontro sul palcoscenico tra Studio Azzurro, Mirella Mastronardi e gli allievi del Master IKONA; da qui l’idea di documentare e archiviare un nuovo adattamento di Delfi di Ghiannis Ritsos, a trent’anni dallo spettacolo di Studio Azzurro. Tale ripresa apre una riflessione sulle implicazioni pratico-teoriche del trasferimento della presenza dalla scena all’immagine: se nello spettacolo dal vivo i codici scenico, visivo e sonoro confluiscono in un’unica esperienza percettiva, nel passaggio ad altri dispositivi si rende necessaria l’elaborazione di una diversa sintesi espressiva. La drammaturgia del suono collabora alla ricostruzione della dinamica della voce intrecciata al silenzio, elemento che si fa narrativo. Pur a partire da una postura condivisa tra drammaturgia e regia, spettacolo dal vivo e resa filmica obbediscono a ritmi differenti; nel passaggio dall’uno all’altro, la presenza dell’attore cambia statuto e non segue la stessa logica espressiva. Se nella relazione con il pubblico la voce contribuisce a plasmare la presenza dell’attore, nella resa filmica tale relazione cambia: il dispositivo rischia di appiattirne la dinamica e cristallizzarne la presenza. Da qui la necessità di un ritmo nuovo e multiforme, in cui parole, silenzi e sguardi si intrecciano in nuovi percorsi di senso. _____ Mirella Mastronardi
Ogni passaggio mediale comporta riconfigurazioni che tendono a spostare le sollecitazioni percettive e gli elementi narrativi in ritmi e forme necessariamente diversi. Nel caso di questo ‘studio’ ci riferiamo alla simulazione video di uno spazio scenico più vicino possibile a una reale messa in scena del poemetto di Ritsos. Gli studenti del master si sono misurati con la richiesta di documentare con fotografie, video e audio una performance interamente concentrata sulla presenza e la vocalità di Mirella Mastronardi e sulla luce che ne definiva la figura emergente dal nero, così da poter utilizzare le riprese in una messa in scena con ambientazione video. Tale ambiente è realizzato con materiali d’archivio di Studio Azzurro che richiamano i luoghi evocati dal testo di Ritsos, diventando gli scenari che avvolgono la performer. La forzatura mediale si trasforma dunque in una simulazione integrale realizzata in postproduzione a partire da riprese video rielaborate per costruire uno spazio coerente in cui la performer sta in tutta la sua presenza. Oltre alle criticità del passaggio dalla scena al video, descritte da Mirella Mastronardi, la simulazione di uno spazio tridimensionale intorno a una performer che ha realmente agito, aggiunge componenti finzionali che riconfigurano la drammaturgia. Lo spazio tridimensionale è evocato dalla luce e dal posizionamento degli scenari video disposti intorno alla performer. Un passaggio dalle quattro alle due dimensioni (più una fissata a priori, il tempo) con la limitazione introdotta dal video monocanale, punto di vista predisposto dalla regia. Questo tipo di simulazione apre ad una dimensione sperimentale, portando l’immaginazione a confrontarsi con una grande flessibilità, che attinge tanto alla memoria quanto al desiderio. Laura Marcolini (Studio Azzurro)

Note:

immagini e montaggio Studio Azzurro | testo Ghiannis Ritsos | adattamento del testo, drammaturgia del suono, interprete Mirella Mastronardi | musiche Piero Milesi | sound design Diego Schiavo | nell’ambito del Master IKONA (Università di Bologna, 2023) | presentato alla Biennale di Venezia – ASAC (2024)