Questa opera video, proiettata per la prima volta al Danae Festival di Milano nel 2024, si presenta come uno sguardo ravvicinato sulla relazione tra il lavoro scenico di Francesca Proia e la tradizione della danza Butoh. Come scrive Proia: «La danza è uno stato di rapimento che permette di stare tra la percezione e l’invisibile. Alla danza Butoh devo molto, e vi sono legata anche affettivamente: memorie fondanti di una formazione poetica. L’eredità che il Butoh mi ha lasciato è l’intendere ogni nuova creazione come il generarsi di un inizio assoluto, portato a riva da onde di una specie di nostalgia».
Note:
con Francesca Proia | video di Francesca Proia e Danilo Conti