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INQUISIZIONE. Vertigine del tempo curvo, Secondo movimento: la Medichessa [estratto]Data:
2024Tipologia:
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registrazione audioConsistenza:
Durata 5'Contenuto:
Il tema qui evocato non è privo di inciampi: se da una parte le inquisizioni sono state il riflesso delle società che le hanno prodotte, dall’altra toccare questo argomento significa anche parlare del nostro presente, là dove l’equilibrio di una società è dettato dalla tensione tra forze contrapposte, tutte accomunate da un impulso di conservazione. In questa cornice, cosa accomuna i processi contro gli eretici del Medioevo, le persecuzioni delle streghe tra Quattrocento e Cinquecento, che prendevano avvio nelle campagne e culminavano spesso nei roghi nelle piazze, e i ‘processi gentili’ che oggi si svolgono in contesti talvolta impensabili del nostro tempo? Cosa significa riflettere sui meccanismi che disciplinano il dissenso e il controllo delle voci divergenti che, però, determinano ilpensiero e la struttura di una società? Come si individua il capro espiatorio, strumento che garantisce la coesione di una comunità? Da queste scintille, è scaturita la necessità di una sintesi scenica, un monologo, concepito in forma di sonata, frutto di una lunga e rigorosa ricerca sulle fonti storiche condotta da Mirella Mastronardi negli archivi della Biblioteca del Convento di san Domenico a Bologna. Una scelta non casuale: a pochi passi da lì, infatti, sorgeva il tribunale dell’Inquisizione, dove per secoli si è esercitata la giustizia, consolidato il potere e plasmato il tessuto politico e sociale, tanto da influenzare gli immaginari collettivi e contribuire a definire assetti culturali, politici e sociali che, in forme meno visibili ma ancora attive, influenzano il nostro presente. Ambientato in un tempo immaginato come curvo e sospeso, distante e al tempo stesso presente, le voci delle figure evocate - archetipi di resistenza e alterità - si intrecciano in una narrazione fluida e visionaria. Si delineano così tre allegorie - una sarta, una medichessa, un eretico - ciascuna emblema di una storia che la trascende. Spinte da un vento incessante, le tre figure sono accomunate dal destino di essere sollevate e disperse, trasformate e sovvertite nel movimento continuo della Storia; cercano una loro collocazione, un loro senso nell’ingranaggio mutevole e incessantemente ripetuto del Tempo. Archetipi che illuminano il nostro rapporto con la libertà e, dunque, con la sottomissione; con la verità e, dunque, con la menzogna; travolti dagli eventi - per la propria o per l’altrui volontà - e trasformati in nemici loro malgrado: capri espiatori necessari all’illusione che vi sia una tenuta sociale condivisa. La vita ‘semplice’, la medicina popolare e l’eresia: sono queste le sostanze che le tre figure racchiudono per esplorare i temi della marginalità e del potere. Voci che si intrecciano, ciascuna portatrice di una visione del mondo che abita, sfaldandolo, l’ordine delle cose. Nel vento che tutto muove e che sconvolge l’ordine del mondo, tra visioni di luce e ombra, tra mutamento e quiete, ciascuna figura è singolare-plurale, dunque una moltitudine. La Medichessa - di cui qui ne ascoltiamo un frammento interpretato da Mirella Mastronardi con l’arrangiamento sonoro di Diego Schiavo - incarna in modo emblematico questa ambiguità. Custode di un sapere antico che oltrepassa le barriere dell’ortodossia, è condannata a un processo di demonizzazione in cui il confine tra magia e medicina, tra salvezza e rovina, tra sapere e ignoranza si fa sfumato, incerto. Al centro dell’intrecciata geografia acustica, la Medichessa è progressivamente imprigionata da un vento
implacabile di parole e ritmi, dentro una trama di voci che la assoggettano e la frenano, tanto quanto la superstizione che la condanna. _____ Mirella Mastronardi