Questa composizione di Kassel Jaeger è, nelle parole stesse dell’artista, «un’esplorazione del concetto di spettro, da una doppia prospettiva. Lo spettro è al tempo stesso la firma frequenziale di un suono, ma anche un fantasma, un simulacro o un’apparizione. Il brano si snoda tra queste dimensioni, attivando di volta in volta bagliori sonori oppure, al contrario, suoni diafani, evocando una presenza manifesta o una fugacità spettrale».